Gli “stand fieristici” italiani: un grande strumento di comunicazione aziendale


16/02/2011 | L’Italia fieristica è seconda solo alla Germania per la sua importanza e occupa quasi un quinto del mercato europeo. Un boom economico in crescita che fa sognare il Bel Paese nel 2011. Gli stand” si riconfermano dunque il ”biglietto da visita” delle aziende nel mondo

Secondo un’indagine dell’Istituto di certificazione dati statistici fieristicinel 2010, in Italia si sono tenute ben 710 fiere con un aumento del 5% rispetto al 2009. Il mercato fieristico del “bel Paese” è il secondo al mondo dopo quello tedesco con più di 160.000 espositori e oltre 17 milioni di visitatori.
Numeri importanti, dunque, che hanno riconfermato l’Italia come leader del settore. Nel 2011 si calcola già un ulteriore crescita di kermesse e fiere. Un Paese che però risulta spaccato: mentre nel centro - nord molte manifestazioni risultano essere appuntamenti internazionali che crescono in quantità e qualità, nel sud Italia le manifestazioni non riescono a crescere acquistando sempre più un valore solo “locale”.
Ogni Regione, infatti, gestisce le fiere con una logica d’interesse meramente circoscritto, più che internazionale. Proprio per evitare questo, nel 2010, l’Associazione esposizioni e fiere italiane (www.aefi.it), con il ministero dello Sviluppo Economico (http://www.sviluppoeconomico.gov.it/), ha raggiunto un accordo per la creazione di un desk per l’internazionalizzazione delle fiere, con un fondo di 2 milioni di euro. La nuova istituzione avrà il compito di risolvere i due principali problemi: la scarsa internazionalizzazione e la frammentazione dell’offerta.

L’esposizioni nazionali rappresentano comunque un importante fonte di prestigio e di crescita economica. Ciò spiegherebbe quanto sia importante e fondamentale, per un azienda, prendere parte alle fiere, uno strumento di comunicazione fondamentale che non può essere sostituito con nessun opuscolo o sito internet. La relazione pubblica che si svolge all’interno di una fiera non può essere paragonabile o rimpiazzata con nulla di simile. Tante volte, erroneamente, molti sminuiscono l’importanza di manifestazioni e stand fieristici concentrandosi solo sui costi troppo alti. Ma lo stand, che ha senza dubbio delle spese, è il biglietto da visita dell’Italia nel mondo. Infatti, se si pensa a quanta gente passa dai padiglioni di una fiera e al rapporto umano che si crea e istaura il resto è relativo. Del resto, chi segue manifestazioni nel maggior parte dei casi di settore, sa già ed è disposto a recepire i messaggi dei fornitori in un periodo di tempo che hanno stabilito autonomamente. Per questo è fondamentale attivare una precisa strategia. “Il futuro commerciale dell’azienda” dipende da quel preciso momento e dallo stand allestito ad hoc per l’occasione. Non a caso le fiere esistono per permettere agli imprenditori di incontrare tanti potenziali clienti di persona ed in modo economico per un breve periodo di tempo. Per le piccole aziende, che magari hanno degli spazi ridotti, con un giusto design e del mirato marketing creativo si può impressionare e apparire più grandi di quanto realmente si è. Mentre per le grosse ditte, esserci è d’obbligo per stabilire la presenza nel proprio mercato, consolidare rapporti con dei clienti già esistenti e cercarne dei nuovi potenziali.

Ai clienti piace, infatti, sapere chi sta dietro i loro partner commerciali, per valutare quanto potersi fidare. Il rapporto, face to face, è senz’altro il primo motivo per cui un’azienda deve investire in uno stand e in una fiera. La vendita’ sara’ l’evidente conseguenza. Ci sono delle kermesse che lo permettono. In altre le cosiddette fiere business-to-business, non è possibile distribuire direttamente allo stand, ma ovviamente si ci può mettere d’accordo per future vendite, e soprattutto presentare nuovi prodotti o servizi. In modo magari da raggiungere e creare una particolare nicchia di clienti. Fondamentale poi per il marketing dell’azienda stessa e conoscere quella della concorrenza. Dare dimostrazione dei propri prodotti in modi originali e diversi per migliorare l’efficacia e l’efficienza del brand. Un marchio forte farà registrare benefici sensibili nelle vendite, ed i clienti sapranno subito come collocare l'azienda, anche prima di ricevere un'offerta. Ciò porterà ad una crescita della propria immagine e visibilità.
Una fiera può essere un buon banco di prova anche per i nuovi prodotti, per testarne la qualità e la vendibilità. Tutto ciò dipenderà anche da che tipo di fiera si è scelta.
Va sottolineato che per la tipologia di una fiera la sede è determinante così come per il suo successo. Perché per una kermesse risulti vincente ci dovranno essere le condizioni e i servizi ottimali.


Le più importanti organizzazioni fieristiche di livello internazionale italiane sono quelle di Milano, Bari e Verona. Milano ospita, infatti, una serie di esposizioni soprattutto nei settori della moda e tecnologie di livello mondiale. Prossimo appuntamento, 17/20febbraio, è il Bit: Borsa Internazionale del Turismo.
Il Vinitaly, il 7/11 aprile, e la Fiera dei Cavalli, 3/6 novembre, invece sono il”fiore all’occhiello” della Fiera di Verona. Mentre a Bari, dall’10 al 18 si svolge la Campionaria di settembre, la fiera più importante del centro sud: la Fiera del Levante.
Che punta a diventare Ponte tra Europa, Oriente ed Africa del nord intrecciando rapporti con Bulgaria, Albania, Montenegro, Bucarest e Macedonia e nel Nord Africa con Libia Tunisi e i paesi del Magreb.
Tanti altri sono poi i centri fieristici italiani, per citarne alcune: Roma, Bologna, Firenze e Rimini. Quel che è certo che gli incentivi statali o regionali saranno importanti in questo nuovo anno per far crescere aziende e fiere di settore. La scelta di prender parte ad una esposizione è dunque una scelta azzeccata anche se in alcuni casi un sacrificio economico. Per un’azienda “Made in Italy” , la presenza risulta essere un’occasione davvero imperdibile e irrinunciabile !